domenica, novembre 18, 2007

La Panda Aria vista dal vivo


Una foto ravvicinata del motore della Panda Aria. Già così si vedono le dimensioni molto contenute. Ma dal vivo l'effetto è davvero stupefacente.

Lo ammetto, questa volta la Fiat mi ha stupito. Anche se l'annuncio che aveva fatto la casa sembrava “promettente”, solo vedere la Panda Aria dal vivo fa capire veramente PERCHE' si tratta di una autentica innovazione, e non di una semplice evoluzione della specie.
Vediamo rapidamente i dati sulla carta:

1) Possibilità di alimentazione anche a metano o a miscela metano/idrogeno.
2) Motore da 900cc, bicilindrico, capace di erogare 105CV (monofuel ) e 85CV (bifuel), dotato di turbocompressore.
3) Sistema di accensione e spegnimento del motore automatizzati.
4) Scocca e pneumatici a ridotto impatto ambientale.
Sorvolando sul quarto punto (che forse è il meno interessante), voglio concentrarmi in particolare sulle caratteristiche del motore e sulla scelta dell'alimentazione, che sono il vero cuore dell'innovazione di questo modello.

Prima di tutto, dobbiamo aver chiaro che:
1) Una vettura più pesante consuma di più. Un motore grosso e pesante spende una buona quota di energia semplicemente per portare a spasso se stesso. Più grosso è il motore, più grandi dovranno essere il serbatoio di propellente liquido o la bombola di propellente gassoso.

2) Una maggiore temperatura di combustione aumenta il rendimento di una macchina termica (basta ridare un'occhiata al ciclo di Carnot).

3) Più semplice è la molecola di un comburente, meno inquinamento produce. Il metano (CH4), inquina molto meno rispetto alla benzina e al gasolio (che sono miscele di composti del carbonio con alto peso molecolare). La combustione dell'idrogeno (H2) non comporta emissioni gassose, se non una piccola quantità di NOx.

4) Nella normale attività di marcia (specie nel ciclo “misto”), solo una parte del tempo viene impiegata ad accelerare, mentre per il resto del tempo l'auto frena o sta ferma.

Tutte queste considerazioni hanno portato Fiat alla conclusione che solo una drastica “cura dimagrante” del motore e un aumento notevole dell'efficienza avrebbero consentito di montare delle bombole di metano su una piccola utilitaria (tempo fa infatti, era uscito un modello di Punto a Metano che praticamente sacrificava mezzo bagagliaio per le bombole. Risultato: quasi inutilizzabile).

Innanzitutto hanno cominciato quindi a ridurre i cilindri a due, per semplificare il progetto, diminuire l'ingombro e consentire una maggiore temperatura di combustione. Inoltre hanno introdotto una sorta di turbocompressore che aumenta la potenza dell'auto a parità di cilindrata. Poi, per diminuire ulteriormente i consumi, hanno introdotto un sistema di spegnimento/riaccensione del motore automatico che entra in funzione in tutti i momenti di arresto del veicolo. Infine, avuta un'idea dei consumi di questo motore, hanno potuto dimensionare le bombole di metano in modo da contenerle al massimo e consentirne lo stoccaggio nella parte bassa dell'auto.

Mi ha lasciato un po' perplesso la possibilità futura di utilizzare una miscela idrogeno/metano, considerando che la rete esistente a dir poco deficitaria e la filiera dell'idrogeno è di la da venire. Peccato, perchè una miscela di questo tipo avrebbe una densità energetica maggiore, e quindi prestazioni più vicine alle auto a benzina. Non che mi interessi particolarmente, ma non devono convincere solo me.

Aspettiamo di vedere quando e se diventerà una vettura commercializzata. Ma sicuramente questa Concept Car non è un esercizio di stile..