lunedì, luglio 31, 2006

Il degrado del Lago di Massaciuccoli




Il Lago di Massaciuccoli continua a versare in condizioni preoccupanti. Attualmente mi sto occupando di monitorare i dati ambientali di diverse stazioni di campionamento, con l'obiettivo di testare varie metodologie di risanamento.
La situazione del lago è compromessa, ormai da tempo, a causa di un effetto combinato dell'uso intensivo di concimi e pesticidi nei terreni di bonifica adiacenti, della captazione delle sorgenti che alimentavano il lago, dell'introduzione accidentale del Gambero della Louisiana, della tendenza progressiva inesorabile all'interramento (e scusate se è poco..).
Ovviamente, non tutte le cause hanno lo stesso peso: la buona notizia è che la prima di esse è la causa preponderante, la cattiva notizia è che per risolverla servono metodi drastici e fortemente limitativi delle attività agricole della bonifica.
Prima di capire cosa sta succedendo (o meglio..cosa è successo dal dopoguerra in poi), bisogna chiarire come funziona il movimento delle acque che entrano nello specchio lacustre.
Il Lago, di forma grossolanamente circolare, ha una profondità che non supera i 2,5m (ad eccezione di alcune cave in alveo realizzate in passato) . E' connesso fisicamente ai canali della bonifica meridionale (bonifica di Vecchiano), la quale ha idrovore che in inverno drenano i campi e riversano l'acqua di scolo nel Lago, mentre in estate, al contrario, l'acqua viene richiamata (a caduta) per l'irrigazione.
Storicamente il bacino lacustre (che non ha veri immissari naturali) era ben alimentato dalle acque piovane e da tre sorgenti (ricche in calcio) emergenti dalla base dei primi contrafforti delle Alpi Apuane.
Lo scolo del lago avviene tramite un canale artificiale (Burlamacca), che sfocia a mare presso il porto di Viareggio.

Ma vediamo nel dettaglio cosa implica ciascuna causa, cercando di ricostruire i legami di causa-effetto e di effetto combinato che hanno portato alla situazione attuale:

L'uso intensivo di concimi e pesticidi
L'eccesso di concimi ha causato l'incremento drastico di nutrienti nella massa d'acqua, provocando forti fioriture algali. In principio questo comportava un sensibile intorbidimento delle acque nella stagione primaverile-estiva, ma col progredire del degrado le fioriture algali hanno peggiorato la torbidità drasticamente. Questo a sua volta ha impedito la sopravvivenza delle piante sommerse (o per essere più precisi, delle "macrofite"), che oltre a contribuire drasticamente all'abbattimento dell'azoto della colonna d'acqua, costituivano siti rifugio per lo zooplancton. Meno zooplancton significa, per le alghe, meno nemici, e quindi ulteriore aumento della proliferazione.
Ma i problemi non terminano qui: le alghe, a causa del forte intorbimento, si concentrano nello strato superficiale, causando fenomeni di iperossigenazione (ho misurato io stesso valori che possno arrivare ai 16 mg/L di O2), mentre a fondo la grande massa algale in decomposizione porta all'anossia.
Questo squilibrio quindi è causato da un ciclo degenerativo che ha portato a una forte torbidità, a uno sviluppo abnorme della biomassa algale, a una forte ossigenazione dei primi centimetri della colonna d'acqua bilanciata dall'anossia degli strati profondi.

La captazione delle sorgenti
Le sorgenti che portavano acqua al Massaciuccoli sono state in massima parte captate, diminuendo l'afflusso di acqua dolce di buona qualità, e portando di conseguenza all'ulteriore concentrazione dei nutrienti. Inoltre la diminuzione di acqua dolce fa si che il lago si opponga con minore efficacia alla risalita di acqua salata dallo scolmatore.

L'introduzione del Gambero della Louisiana
Il Procambarus clarkii è un gambero grosso, con un carapace spesso, vorace e abituato a tollerare facilmente periodi di disseccamento. A seguito della sua introduzione accidentale ha cominciato a prosperare nelle aree umide toscane sia per le sue caratteristiche biologiche che per la mancanza di predatori. Le macrofite acquatiche sono ostacolate nella loro ricrescita dalle sue intense attività di pascolamento dei germogli.

La tendenza all'interramento
Pur non avendo immissari, il lago tende progressivamente a interrarsi sia per fenomeni naturali (la cintura di canneto che tende a intrappolare i sedimenti sospesi) sia a causa dei fenomeni di eutrofizzazione, che comportano la produzione di un eccesso di biomassa.

La rimozione dei nutrienti costituisce la direzione obbligata per qualunque tentativo di risanamento. Tra tutti, il più preoccupante elemento della catena è il fosforo. Infatti, a differenza dei composti dell'azoto o del carbonio, il ciclo del fosforo non possiede una fase gassosa, e quindi non c'è modo di allontanarlo dal sistema, se non facendolo precipitare. Una volta nel sedimento però, instaurandosi condizioni "propizie" può eventualmente rientrare in circolo.
In uno dei prossimi post cercherò di spiegare cosa stiamo facendo per trovare una soluzione al problema.



Le foto di questa pagina sono state scattate dal collega Claudio Di Paolo.

La foto in alto illustra le "striscie" disegnate dalle fioriture di Anabaena spp. e Microcystis sp.

Nella foto a lato si può osservare un pesce morto accanto a una baracca di lamiera, in uno dei canali.